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Chiese e monumenti

Affresco nella Chiesa di San RoccoIn Petrella le molte chiese esistenti indicano il culto fervente della popolazione. L’ antica chiesa parrocchiale era dedicata a San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo ed era situata nell’odierna piazza Centrale. Essa crollò nel terremoto del 1915.
 
Importante era il sigillo parrocchiale che prima del 1656 raffigurava Sancti Joannis Baptista, dopo questa data venne inserita anche la figura di Sancti Michaelis Archangeli, il cui nome Michael, deriva dall’ebraico “chi come Dio”.
Il sigillo parrocchiale di Petrella era ellittico e come su detto raffigurava San Michele Arcangelo nella classica iconografia in atto di uccidere il demonio dragonato, San Giovanni Battista con agnello e bastone vessillifero e scritta “Eccl. Parroch. SS. Mich. Arch. Et Joannis Bapte Petrellae“ trovata negli atti del 1752 del barone locale dei Carpegna. 
 
La venerazione e raffigurazione di San Michele Arcangelo è molto varia e diffusa, a Petrella, in uno stemma circolare del 1782, con la scritta Università Petrellae, l’arcangelo è raffigurato con la spada in atto di colpire il demonio, simbolo del male posto ai suoi piedi, in mezzo a rupi ardenti, che indicherebbero il nome del centro fondato sulla costa rocciosa della montagna. 

Campanile della Chiesa Michele Arcangelo e sullo sfondo Panorama di CappadociaIl culto del santo è legato all’influenza guerriera dei Longobardi.
Scritti riguardanti l’esistenza dell’antica chiesa parrocchiale li ritroviamo in una lettera del vescovo dei Marsi Corradini a favore di Paolo Troiani, figlio di Carlo di Petrella, per “l’erezione all’istituzione e alla fondazione del Beneficio Ecclesiastico e Cappellano di San Carlo”. Il 19 giugno 1696 nella perpetua dell’altare di San Carlo che si trovava all’interno della suddetta chiesa con riserva di “Jus Patronatus” e facoltà di presentare. Una lettera del 1792 per beneficio di San Pasquale Baylan a favore di don Domenico Antonio Rossi. Il 27 settembre 1802 don Giuseppe Bolognese vescovo dei Marsi con una lettera a don Giuseppe Basile, sacerdote secolare di Petrella, conferiva il beneficio semplice “Si Ne Cura” di San Carlo nella chiesa parrocchiale vacante per morte di don Giacomo Rosa di Magliano.
 
Nel 1875 Petrella è iscritta nei registi per il pagamento “dell’Obolo dell’Amore” alla diocesi dei Marsi consistente in un versamento di 24,10. Durante questi anni il conteggio delle famiglie avveniva attraverso i fuochi e poi passò alla chiesa che faceva annualmente il censimento delle “ Anime”. Dai registri parrocchiali salvati dal terremoto del 1915 risulta “lo stato delle Anime della parrocchia di San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista della terra della Petrella, Diocesi dei Marsi, provincia dell’Aquila in forma Reggia”. 
 
Chiesa di San Michele ArcangeloNell’anno 1871, in un informo della curia, si apprende che: “oltre alla chiesa parrocchiale servita da un curato è stata costruita da poco un’altra chiesa dedicata alla Madonna del Carmine.Petrella vive coi prodotti del proprio territorio posto a coltura, coi frutti dei boschi dei quali abbonda e coll’industria dei propri animali pecorini. Buona parte degli abitanti nell’inverno emigra nelle campagne romane per provvedere colle fatiche quello che può mancare alle proprie famiglie. Il fabbricato è un misto di buono e mediocre; l’aria che in Petrella respirasi è molto buona. Il Fevonio rende non solo fresca la stagione estiva, ma la mantiene sempre purgata da esalazioni e miasmi nocivi alla salute.”
 
Un’altra chiesa del paese è quella di Santa Maria delle Grazie, nominata anche in una lettera del 1854 che alcuni cittadini di Petrella avevano scritto alla curia vescovile dei Marsi. Il portale in pietra riporta la seguente dicitura: “Maria Mater Gratie Tu nos ab hoste et mortis hora …A.D. 1827”.
In una targa posta sopra la finestra della chiesetta è incisa la seguente preghiera: 
 

qui con dimessa fronte
o passegger t’arresta 
qui delle grazie è il fonte 
di Dio la madre è questa.
Mirala piangi e prega 
Ch’Ella ai devoti suoi 
Grazie non nega.
 

Questa chiesa fu fatta costruire per ordine della famiglia Troiani, i quali hanno la loro tomba sotto la chiesetta. Altra chiesa molto antica è quella dedicata a San Rocco che risale presumibilmente intorno al sec. XV, periodo in cui si diffuse il morbo epidemico della peste mietendo molte vittime. 
Durante il centenario della morte di San Rocco, a Petrella venne portata la sua reliquia che fu esposta ai fedeli durante la processione del 16 agosto.
Altra chiesetta caratteristica è quella di san Giovanni, posta sul monte Valminiera. 
 
La strada per arrivarci è caratteristica perché si snoda attraverso il monte. È percorribile a piedi e non è faticosa. Lungo questa via sono state poste le Via Crucis e percorrendola sembra di camminare lungo la Via del Calvario fatta da Gesù. Le Stazioni sono in ferro poste a ricordo di quelle antiche che erano in legno e che sono state distrutte dalle intemperie e dagli animali. 
 
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