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Sorgente del Fiume Liri
| | Come arrivare |  | | Da Petrella Liri si scende sulla strada per Castellafiume verso la fine del centro abitato si incrocerà una strada sulla destra che che vi porterà nel fondo ella Valle di Nerfa ed alla sorgenti | Chiare acque Dispensiere di vita A voi torno Solitaria amante… Pensosa io rimiro Il vostro flutto Il vostro corso perenne | Passano i secoli Sulle vicende umane… Ma voi rimanete Testimoni di vita che non passa. |  | | |
| Lungo la Valle di Nerfa si trova il fiume Liri, uno stretto ruscello che si getta in cascate argentine su un letto roccioso lungo la sinuosità di questa bella valle. Il suo inizio è formato da fantastiche colline delimitanti una profonda gola su un lato della quale si trova il villaggio di Petrella e sull’altra quello di Cappadocia. Le sorgenti del Liri zampillano in numerose distinte fonti dal rapido fianco di una massa conica di roccia calcarea e confluiscono alla sua base in un bacino circolare. Questo riceve anche un grande apporto da una cascata di maggiore altezza sgorgante da una cavità che divide la collina sopra menzionata da un’altra avente la stessa forma. Da queste sorgenti il fiume attraversa la valle Roveto e sbocca nella piana di Sora, dove raccoglie le acque di numerosi altri fiumi e torrenti, quasi tutti alimentati da sorgenti carsiche, piegando poi verso sud . Presso Isola del Liri forma alcune cascate, quindi , dopo Ceprano, riceve il Sacco, il suo principale affluente, che gli porta le acque dei monti Lepini ed Ernici, e scorre nuovamente in direzione sud- est; dopo la confluenza con il Gari assume il nome di Garigliano; si svolge passando verso i monti Aurunci e il vulcano di Roccamonfina ; scorre nella pianura formata dalle sue stesse alluvioni e sfocia nel golfo di Gaeta. Intorno all’880 alle foci del Liri-Garigliano si stanziò una colonia fortificata araba, base di incursioni verso l’interno, distrutta nel 915. Questo fiume segnò a lungo il confine settentrionale del Regno di Napoli ed è probabile la sua identificazione col “Verde” di cui parla Dante nella Divina Commedia, nel canto di Manfredi (Purg. III). Lungo le sue rive furono combattute numerose battaglie. Nel 1503 gli spagnoli di Consalvo di Cordova vi riportarono una vittoria decisiva sui francesi guidati da Ludovico marchese di Saluzzo, e nel 1815 Gioacchino Murat fu sconfitto dalle truppe austriache; e nel 1860 le truppe piemontesi varcarono il fiume dopo duri scontri con i borbonici e durante la seconda guerra mondiale fu teatro di aspri combattimenti tra lo sbarco alleato e le truppe tedesche. |
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